Introduzione
بسم الله الرحمن الرحيم
الحمد لله رب العالمين و الصلاة و السلام على محمد و آله الطاهرين
بسم الله الرحمن الرحيم
الحمد لله رب العالمين و الصلاة و السلام على محمد و آله الطاهرين
Il Libro sacro dei Musulmani è il Corano; si tratta della rivelazione di Iddio Altissimo al Profeta Muhammad (pace su di lui e la sua progenie). I 114 capitoli del Corano sono stati rivelati in una forma graduale in circa 22 anni; alcuni dei versetti sono stati rivelati a Mecca mentre altri sono stati rivelati a Medina. Per i musulmani, il Corano costituisce la prima e principale fonte delle leggi e valori islamici. Esso è considerato il messaggio finale di Dio all’umanità, e deve esser seguito in ogni tempo e in tutti i luoghi fino alla fine di questo mondo.
L’Islam ha fortemente enfatizzato il concetto di decenza e modestia nell’interazione tra membri di sesso opposto. Il codice di abbigliamento è parte di questo complessivo insegnamento. Ci sono due versetti nel Corano nei quali Iddio Altissimo parla sulla questione del pudore e dell’hijab come definiti precedentemente.
Nel capitolo 24, conosciuto come an-Nūr (la Luce), nel versetto 30, Iddio comanda al Profeta Muhammad (S) quanto segue:
La sunna - i detti e la condotta del Profeta Muhammad (S) - costituisce la seconda più importante fonte per le norme islamiche. E’ impossibile comprendere realmente il Corano senza studiare la vita del Profeta (S), che fornisce il contesto in cui il Libro santo è stato rivelato. Iddio Altissimo dice:
“E su di te (O Muhammad) abbiamo fatto scendere il Monito (il Qur’an), affinché tu spieghi agli uomini cio’ che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi.” (16:44).
E’ piuttosto probabile che questi sedicenti esperti dell’Islam e del Medio Oriente abbiano confuso l’ordine basilare del Corano dello stile dell’hijab indossato dalle donne musulmane con i differenti retroterra etnici.
Una tra le molte domande che mi sono state poste è: perchè l’Islam ritiene l’hijab un dovere per la donna? L’Islam ha introdotto l’hijab come parte della dignità e della modestia nell’interazione tra i membri di sesso opposto. Il versetto 59 del capitolo 33 citato in precedenza fornisce una ragione molto valida; esso dice:
“cosi’ da essere riconosciute e non essere molestate.”
Gli uomini, che lo confessino o no, sono schiavi della lussuria e del desiderio.
A coloro che molto duramente e rapidamente giudicano l’hijab come un simbolo dell’oppressione della donna, io chiedo: quando voi vedere una suora con il suo abito, cosa pensate? E’ questo il simbolo dell’oppressione o un abito che richiede dignità e rispetto? L’abito di una suora è un hijab completo. Perché allora questo doppio standard? Questo non è imperialismo culturale? Quando una suora cattolica veste in questo modo manifesta dignità, ma quando una donna musulmana veste cosi’, diventa il simbolo dell’oppressione?!
Nota: alcune domande sono state modificate rispetto al testo originale aggiungendo commenti conformi alle fatawa di Sayyid Ali Khamenei, mentre le risposte originali erano basate solo sulle fatawa di Sayyid Ali Sistani.
Cambiare vita significa ricreare sulla Via Retta rivelata da Dio l’orientamento integrale dei propri Atti, Pensieri e Parole verso Dio Signore dei Mondi e ciò con una radicale rottura con le nostre abitudini inveterate. Ciò va di fato attuato con la ricerca di un modo di vita che sia conforme e che predisponga all’osservazione della Legge, dei Suoi Ordini e dei Suoi Precetti.
di Shaykh Mortadha Al-Basha, fonte: www.raoofonline.com
L’Imam Zayn al-‘Abidin (a) nella “conversazione intima degli obbedienti a Dio” (munajat al-muti°i n li’Llah) dice:
“Allah conducici con le navi della Tua salvezza, facci godere del piacere di invocarTi, giungere all’abbeveratoio del Tuo amore e gustare la dolcezza del Tuo affetto e della Tua vicinanza”.